Un futuro Stato indipendente catalano potrebbe essere raggiunto con maggior successo attraverso un concordato-risoluzione congiunta con la Spagna, piuttosto che da una secessione unilaterale incerta e potenzialmente dannosa. Queste le principali conclusioni dello studio.

Catalonia_exportsLa possibilità di una secessione concordata o unilaterale dalla Spagna è stata ampiamente valutata in uno studio realizzato da un consorzio di istituti di ricerca europei, pubblicato nel luglio 2015, dal titolo “Scenari di sviluppo macroeconomico per la Catalogna – Horizon 2030 – Gli effetti economici di una potenziale secessione della Catalogna dalla Spagna e percorsi di integrazione con l’UE. La ricerca, che è stata effettuata sotto la direzione del professor Rym Ayadi di HEC Montreal, è stata condotta tra l’ottobre 2013 ed il maggio 2015 da un gruppo di cinque centri di ricerca che includono il CIDOB (il Centro di Barcellona per gli Affari Internazionali), l’Istituto di Studi per l’integrazione dei Sistemi (ISIS, Italia) E3-Modelling, Energia, Economia e Ambiente (E3M, Grecia), il Centro per gli studi politici europei (CEPS, Belgio) e l’Associazione degli Economisti dell’Europea Mediterranea (EMEA).

Anche se il rapporto osserva che l’UE non ha ancora sperimentato movimenti secessionisti all’interno dei suoi confini, il 2014 è stato caratterizzato da “massicce mobilitazioni in Scozia ed in Catalogna, che hanno cercato di separarsi dal Regno Unito e dalla Spagna.” Anche se il referendum scozzese ha respinto la separazione dal Regno Unito, in Catalogna liti politiche e giuridiche con il governo spagnolo stanno ancora caratterizzando i rapporti Spagnolo-Catalani. In questo contesto, lo studio ha simulato e valutato diversi scenari per il futuro sviluppo della Catalogna, separata o congiunta con il resto della Spagna e dell’UE.

I fattori economico/politici

Dal punto di vista della politica economica, il rapporto evidenzia che la secessione catalana dalla Spagna potrebbe essere causata da diversi fattori. Questi includono le differenze nelle preferenze politiche, le variazioni di efficienza e di economie di scala nella fornitura di beni pubblici, le differenze interregionali di tassazione e dei benefici derivanti dalle politiche di redistribuzione tramite la spesa pubblica.

Due possibili esiti

Catalonia_interest_ratesNella complesso gioco delle relazioni tra la Catalogna, la Spagna e l’Unione europea, due soluzioni sono possibili: quella in cui la Catalogna diventa un nuovo Stato membro all’interno dell’Unione dopo aver negoziato e concordato l’indipendenza dalla Spagna, e quello in cui la Catalogna opera come una regione della Spagna con una maggiore autonomia fiscale di quanto non sia attualmente. Nel secondo caso, dice il rapporto, l’autonomia catalana sarebbe simile a quella della regione basca. Una variante della prima soluzione, è che la Catalogna potrebbe lasciare l’Unione europea a seguito di una secessione unilaterale e quindi promuovere dall’esterno un processo di riforma dell’Unione europea, riducendo i poteri di veto della Spagna o quelli di altri Stati membri, che potrebbe condurre ad una riammissione della Catalogna nel contesto di una nuova UE, più aperta alle istanze autonomiste. In generale, con riferimento alle due soluzioni secessione conflittuale/maggiore autonomia,  alla Catalogna gioverebbe di più la variante di una secessione raggiunta di comune accordo con la Spagna, con la conseguente riduzione delle incertezze e dei rischi che consentirebbe una ripresa economica più rapida in seguito alla scossa di indipendenza dalla Spagna.

Impatti di breve e lungo periodo dalla separazione con la Spagna

Nel breve periodo, l’incertezza generale, gli alti tassi di interesse e la volatilità degli investimenti innescati dalla decisione di separarsi, potrebbe rallentare il tasso di crescita del PIL catalano. Questo sarebbe più evidente se la decisione di separarsi fosse unilaterale. Tuttavia, la struttura dell’economia catalana e il perseguimento, attraverso la politica fiscale, di un bilancio pubblico in equilibrio, potrebbe determinare più elevati tassi di crescita, del PIL e dell’occupazione, una volta che la il periodo di transizione verso la sovranità fosse stabilizzato. Il superamento dello squilibrio fiscale tra Spagna e Catalogna gioverebbe all’economia catalana a causa di un aumento degli investimenti pubblici e dei suoi “effetti moltiplicatori” su tutta l’economia.

Nel lungo termine, l’aumento della capacità delle infrastrutture potrebbe aumentare la produttività, e migliorare la competitività globale dell’economia catalana. Anche se la spesa pubblica aggiuntiva, riducendo la disoccupazione, potrebbe influenzare negativamente la competitività a causa della pressione al rialzo sui salari. Dati i fondamentali dell’economia catalana- debito sostenibile, un bilancio pubblico equilibrato e disoccupazione bassa – i tassi di interesse potrebbero ribassare. Inoltre, se la Catalogna dovesse cambiare il suo accordo di ripartizione del debito in corso con la Spagna, potrebbe esserci un significativo impatto positivo sull’economia catalana. Inoltre, la separazione potrebbe essere l’occasione per una maggiore diversificazione del commercio catalano, se dovesse allontanarsi dalla Spagna, il suo principale partner commerciale. Un’Unione europea riformata in una “Unione politica europea (EPU)” potrebbe “cambiare le regole del gioco sia per la Spagna che per i negoziati con la Catalogna”, dice lo studio. “Questo potrebbe risultare dalla pressione delle dinamiche economiche e geopolitiche dirompenti, di cui oggi stiamo già assistendo grazie ad un numero di segnali.” Se questo dovesse accadere, dice il rapporto, la Catalogna potrebbe ottenere lo status di Stato membro indipendente all’interno del EPU , sia di comune accordo o dopo una separazione unilaterale dalla Spagna.”

Per maggiori informazioni

Professor Rym Ayadi
CEPS – Centre for European Policy Studies
Congresplaats 1
1000 Brussels
Belgium
Tel: +32 2 2293932
E-mail: rym.ayadi@ceps.eu